giovedì 31 dicembre 2009

Capodanno in Riviera

Qualcosa si muove. Dopo gli ultimi mesi di calma quasi piatta si vedono facce nuove in giro per le strade. Sono i turisti del Capodanno che vagano un pò disorientati nel tentativo di capire come si usa il mare in inverno. Noi non siamo aperti, per tradizione e per motivi strutturali (non abbiamo riscaldamento).
Cosa prevede il programma? Cenoni sparsi qua e là e l'inmancabile discoteca. Domani molti si ritroveranno senza patente. Qualcuno protesta dicendo che, almeno l'ultima sera dell'anno, bisognerebbe chiudere un occhio ma è anche vero che si tratta della sera in cui si beve più di ogni altra, dunque?
La RAI in Piazzale Fellini a Rimini. Anche qui, due diversi partiti: chi critica lo sperpero di danaro e chi incita a spalar carbone dentro la fucina della macchina promozionale (sei mesi di silenzio sono troppi, dobbiamo ricordare a tutti che esistiamo!). Le previsioni sono rosee, quasi entusiastiche. Addirittura 1500 assunzioni negli alberghi anche se solo per 2-3 giorni (perciò, avremo a breve 1500 persone che perderanno il lavoro...).
Tra due giorni gli immancabili bollettini del dopo Capodanno. Ne riparleremo anche qui.
AUGURI!

lunedì 14 settembre 2009

Ombre lunghe sulla Riviera


Probabilmente vi sembrerà inverosimile (a me lo sembra ogni volta) ma quando tutto sta per finire, dopo che per settimane o addirittura mesi hai passato le giornate a maledire qualcosa o qualcuno, dopo che hai sperato in alluvioni e tempeste che potessero far fuggire tutti e lasciarti finalmente da solo, dopo aver inseguito, uno dopo l'altro, i traguardi intermedi disseminati lungo il cammino (2 Giugno, Notte Rosa, Ferragosto, Motomondiale...) e averli superati con una lentezza esasperante, dopo aver versato litri di sudore e trattenuto lacrime di rabbia, dopo aver nutrito l'angoscia che alberga in petto dal primo all'ultimo giorno senza riuscire mai a soddisfarne l'appetito, dopo che hai accettato vigliaccamente il fatto di non avere mai un'ora o un minuto da dedicare ad altro, dopo tutto questo cosa accade? Qualcosa di così strano, incoerente, incredibile, assurdo, che non riesci nemmeno ad arrabbiarti ma solo a ridere di te stesso: una grande nostalgia.
Non dura molto, sono più che altro delle scariche che trafiggono il cuore facendolo lampeggiare e che non lasciano strascichi particolari se non una grande perplessità e qualche domanda su te stesso alla quale non riesci a rispondere.
Sono arrivato alla conclusione che si tratti di un sentimento simile a quello che nasce tra ostaggi e sequestratori costretti ad una lunga convivenza. Mi rendo conto che l'accostamento possa sembrare irriverente ma penso anche che renda bene l'idea.
Abbiamo chiuso ma ho ancora molte cose da raccontare, tutte quelle di cui non ho scritto in queste ultime settimane. E anche dopo che avrò finito, cercherò di mantenere vivo questo spazio. Nessun arrivederci alla prossima stagione quindi, chi fa questo mestiere non può permettersi di rompere il cerchio, almeno per tutto il tempo in cui continuerà a farlo. Si torna sempre allo stesso punto, per superarlo una volta di più.

lunedì 31 agosto 2009

Lo strano caso del signor K.K.

Mister Parrucchino n.2 è tornato e pure il n.1 ha fatto il bis in riviera, anche se soltanto per pochi giorni e accompagnato da una anzichè tre matrioske. Questa volta non ha mai sfoggiato il suo copricapo mentre il signore tedesco (n.2) l'ha opportunamente indossato appena il cielo si è annuvolato. Il signor K.K. (Kafka non c'entra nulla, se anche voi lo conosceste ve ne accorgereste subito) è tornato per la sua seconda vacanza in Riviera con una soddisfazione particolare, grazie alle nuove opportunità fornite dalla formula volo+taxi che gli hanno risparmiato i disagi del viaggio in corriera.
Ha ritrovato alcuni amici e ne ha conosciuti di nuovi, soprattutto donne giovani.
Un mattino l'abbiamo visto entrare in albergo in costume e ciabatte, con un carabiniere al seguito. Dopo averci chiesto se il signore alloggiava da noi, lo ha accompagnato in camera per una verifica dei documenti. Mentre aspettavamo che tornassero, ci siamo domandati cosa potesse essere successo. L'ipotesi più accreditata è stata quella di un attacco di "mandrillite": probabilmente aveva esagerato con le avances a qualche signora (Dio non voglia a qualche ragazzina).
Il militare è sceso dopo un buon quarto d'ora, assicurandoci che era tutto a posto ma rifiutandosi di svelare i motivi della visita. Nessuno ha avuto il coraggio di chiedere spiegazioni al signor K.K. ma un paio di giorni dopo, mentre mi trovavo dietro il banco del bureau a leggere, K.K. mi si è avvicinato con circospezione e mi ha sussurrato con aria da cospiratore: " io mafioso..." e ha incrociato i polsi nella posizione dell'ammanettato. Ho riso con lui di quella battuta ma non riuscivo a smettere di provare una certa angoscia. Non ha voluto aggiungere altri particolari e io non glieli ho domandati. Qualche giorno dopo mi ha raccontato una storia di collanine e braccialetti che non ho ben capito ma che doveva riferirsi alla sua disavventura con le forze dell'ordine. Forse è stato tutto un equivoco dovuto all'eccessiva confidenza data ad una lingua che ancora non conosce a sufficienza ma che si prodiga ad imparare con un impegno ammirevole. Penso che sia sempre una buona cosa quando persone di una certa età sono animate da curiosità e intraprendenza, come nel suo caso. D'altro canto, non manca di assumere atteggiamenti propri delle persone anziane, come la moderazione a tavola (condisce l'insalata con un quartino d'acqua di rubinetto, per contrastare gli effetti nocivi di olio e sale; acqua e vino rigorosamente non di frigo), un'adeguata copertura contro il fresco (lo si è visto uscire in giacca a vento e berretta di lana appena le temperature sono scese sotto i venti gradi) e placide scorribande in bicicletta. Si è fatto conoscere un pò da tutti e gli piace che lo si chiami Carlo, all'italiana. Ha scattato decine di foto e mi aspetto che le spedisca con la sua prossima e-mail.

giovedì 20 agosto 2009

Ferragosto

Non mi sono dimenticato del Ferragosto e nemmeno ho intenzione di tacere sugli avvenimenti relativi a questa sorta di divinità estiva che attira fedeli adoranti da ogni parte d'Italia.
Si dice che per un albergatore il Ferragosto costituisca il clou dell'intera stagione e probabilmente è così ma vi posso assicurare che gli si ritorcono le budella ogni volta che pronuncia, o sente pronunciare, questa parola. Inoltre, una volta trascorso, si cade sempre in una sorta di rilassamento che rende le settimane successive più dure da sopportare di quanto non siano. Da qualche tempo, e anche quest'anno non fa eccezione, i giorni successivi al 15 agosto sono più impegnativi e più frenetici. Non sono ancora riuscito a capire perchè. Forse la stanchezza amplifica lo stress e la sensazione di fatica ma ci sono i numeri che parlano: in più di un'occasione le presenze del dopo-Ferragosto hanno superato quelle del Ferragosto. Non lo dico per lamentarmi ma ad un certo punto si comincia ad udire la voce dell'istinto di sopravvivenza che dice:" arrenditi o sarà la fine!"

giovedì 13 agosto 2009

Centro!


La notizia di oggi è che un paracadutista è piombato in spiaggia su un bagnante sessantenne.
La conta dei danni, senza fare troppe distinzioni tra l'uno e l'altro, è la seguente: rottura di femori, di bacino, trauma cranico, emorragia interna, fratture sparse.
Sembra sia stato per colpa del vento che spirava a raffiche improvvise a bassa quota. Comunque sia, sono cose che possono accadere solo qui, questa almeno è l'impressione che ho avuto quando ho letto il giornale. In nessun altro luogo la battigia funge da palcoscenico per qualunque tipo di manifestazione come sulla Riviera Romagnola. Ci può stare, quindi, che si verifichino gli incidenti più assurdi.
Mi domando se il bagnante stesse prendendo il sole, ignaro della bomba umana che stava per colpirlo, o se invece stesse seguendo la manifestazione. In tal caso deve aver pensato che non potesse davvero succedere quello che poi è effettivamente successo, ed è restato lì come un salame. La gente guarda troppo la televisione e capita che poi non riesca più a sintonizzarsi sulla realtà. Per quanto concerne il paracadutista, visto che tutti gli altri suoi colleghi sono atterrati nel punto prestabilito, prevedo mesi, forse anni, di sfottò e crudeli derisioni (da aggiungere alle cure per la riabilitazione).
Come ogni anno a Ferragosto, si tende ad esagerare. Rivogliamo le vacanze "normali"!

venerdì 7 agosto 2009

Mister Parrucchino n.2

Tra i clienti di luglio c'è stato anche il signore tedesco del quale ho parlato qualche settimana fa. Questa volta è venuto solo, senza l'amica che l'aveva accompagnato negli anni passati, senza la "sostituta" che aveva detto di voler portare ma soprattutto senza la moglie che qui da noi non si è mai vista. Ero curioso di vedere quando avesse indossato il suo parrucchino, una raffinata creazione di folti ciuffi pettinati all'indietro, di color grigio con riflessi azzurrognoli. L'ha fatto solo due volte in concomitanza con gli unici due giorni di pioggia del suo soggiorno in riviera. Quindi, un "parrucchino da pioggia", una scelta perfettamente logica ma rischiosa, soprattutto d'estate considerando la violenza dei temporali e la potenza dei venti ad essi associati. Ad ogni modo, in quei giorni non si è mai avventurato fuori ma si è limitato a starsene seduto ai tavoli del bar o nel salone, a conversare con gli altri clienti. Il signor K. infatti è molto socievole e amante della conversazione. La lingua non è un problema. Sta cercando di imparare l'italiano e devo ammettere che se la cava anche se fatica ad articolare le frasi.

Quando tra le persone nasce una simpatia spontanea, si trova sempre il modo per capirsi. Il signor K. ha fatto amicizia con M., un pensionato di Arezzo che viene da noi già da qualche anno, dopo che la moglie è morta nell'incendio della loro cucina.
M. parla con una forte inflessione dialettale e, se per un italiano non è un problema capirlo, non credo sia la stessa cosa per un tedesco. Eppure li si poteva vedere spesso seduti al tavolino fuori a chiacchierare come due vecchi amici. La stessa cosa succede tra una coppia di Alessandria e due coppie di tedeschi che si conoscono ormai da anni e che cercano di ritrovarsi al mare appena possibile. Gli uni parlano in italiano, gli altri in tedesco ma si capiscono al volo e li puoi sentire ridere come pazzi. Gli unici rudimenti linguistici che utilizzano sono: per gli italiani, quelli acquisiti al tempo del servizio a Bolzano come carabiniere da parte del signore di Alessandria. Per i quattro tedeschi, quelli assimilati durante i trent'anni e passa di vacanze in riva all'Adriatico.
Soltanto davanti ad un concetto troppo arduo da esprimere chiedono il mio intervento per una traduzione. Purtroppo il mio tedesco è come un vecchio vestito lavato troppe volte in lavatrice. Dopo la fine della scuola mi andava bene, tirava un pò qui e un pò là ma risultava abbastanza presentabile da poter andare in giro senza vergognarmi. Col tempo si è sbiadito e soprattutto si è ristretto in modo imbarazzante: quasi tutti i bottoni sono saltati e mi comprime le carni ovunque, lasciando scoperte vaste porzioni di carnagione pallida. Mi pesa ammetterlo ma non mi ci sento più tanto a mio agio.
Certo, quando capita l'occasione posso anche fare un figurone snocciolando qualche termine culinario specialistico, tipo "barbabietola", "cavolfiore", "brasato" o addirittura "canocchia". Mettiamola così: se mai dovessi smarrirmi nella Foresta Nera, ci metterei un bel pò a ritrovare la strada di casa ma nel frattempo riuscirei ad ordinare dei pasti appetitosi.

Tornando al signor K., ha prenotato per una seconda vacanza da noi alla fine di agosto.
Di solito arriva in corriera, da Monaco, e devo quasi sempre andarlo a prelevare alla fermata quando arriva e riaccompagnarlo per il ritorno. Quando però ha saputo che ci sono dei voli diretti Monaco-Rimini e che può usufruire di un servizio taxi dall'aeroporto convenzionato con prezzi bassissimi, ha voluto tutte le informazioni possibili e mi ha assicurato che, l'anno prossimo, sarebbe venuto in aereo. L'idea gli piaceva un sacco e mentre si trovava ancora qui pregustava già le future vacanze. Evidentemente, non ha potuto aspettare tanto a lungo perchè circa dieci giorni fa ha prenotato il soggiorno e anche il volo.
Ci sono esperienze che non possono essere rimandate, soprattutto se si raggiunge una certa età. Lui ha superato i settanta ma non li dimostra, non soltanto nel fisico ma anche nello spirito. Appena nota una signora piacente si fa sotto senza esitazioni, o quasi...Una sera ha visto una ragazza seduta fuori che stava parlando al cellulare e il signor K. deve aver sentito uno stimolo irresistibile: le si è avvicinato ma probabilmente non ha trovato le parole giuste ed è rimasto qualche secondo a fissarla dall'alto in basso, con la bocca aperta, mentre quella continuava a parlare al telefono guardandolo di traverso nel tentativo di capire che intenzioni avesse. Il tutto è durato forse cinque secondi ma a me sono parsi lunghissimi. Il signor K. alla fine ha desistito ma non sembrava troppo dispiaciuto. Forse non era il momento adatto, forse ha pensato: "ma sì, il mare è pieno di pesci". Infatti quella sera stessa l'ho visto piroettare all'hotel di fronte con una signora che gli arrivava all'ombelico nel corso della disgraziatissima serata danzante messa in piedi dal Fiorello de noantri. Oltre al richiamo delle belle donne non sa resistere nemmeno a quello della musica.

mercoledì 22 luglio 2009

07

Non avrei voluto lasciar passare tutto questo tempo prima di tornare a scrivere qualcosa ma non mi è stato possibile. Il lavoro si è intensificato e anche il gran caldo ha fatto la sua parte. Tuttavia, la ragione principale è che siamo in luglio, il mese in cui si concentra la clientela più bizzarra, ostica e...come dire? "ad alta sensibilità".

Questa mattina, arrivando in hotel, ho trovato un'ambulanza parcheggiata proprio davanti all'ingresso. Ormai non mi allarmo nè mi spavento più: ordinaria amministrazione.
Il portellone posteriore era aperto e potevo vedere che all'interno c'era un operatore medico e un uomo sdraiato sulla barella, immobile. Avvicinandomi, cercavo di capire di chi si trattasse ma la parte più visibile erano le suole delle scarpe e non ho potuto individuarlo (non sono ancora arrivato ad un livello di confidenza così alto con i miei clienti: se mai dovesse accadere, abbattetemi senza pietà).
Una vicina mi affianca e, nel caso la cosa potesse sfuggirmi, mi informa che "la giornata non è cominciata molto bene!".
Entro e mi aspetto di trovare mia madre sconvolta. Non è proprio così e capisco che la situazione non è troppo grave. Mi aggiorna con poche parole e con un'occhiata che significa: "cos'altro accadrà adesso?".
Si tratta di un cliente svizzero arrivato pochi giorni prima. Fin dall'inizio aveva manifestato un malessere a causa di bruschi sbalzi di pressione. Questa mattina, appena alzato dal letto, si è irrigidito di colpo ed è andato giù come una mummia picchiando la testa contro la parete e procurandosi un ferita lacero-contusa alla fronte. Ha avuto qualche secondo di coma (così avrebbero detto i medici). Quando si è riavuto era completamente disorientato.
Si trova tutt'ora ricoverato in ospedale, in osservazione, e non si sa quando potrà uscire. Di sicuro non potrà tornare a casa con la sua auto.

Sembrà strano dirlo ma i veri problemi arrivano da quelli che scoppiano di salute. Quest'anno la solita compagnia ha subito qualche defezione. Mancano i coniugi P. di Torino perchè lui è in attesa di essere chiamato per l'operazione alla cataratta. Se lo conosco abbastanza, avrà già pronta da mesi la borsa per l'ospedale, come una donna incinta.
Un'altra coppia di Bologna ha dovuto rinunciare in seguito ad alcuni problemi del marito, persona simpaticissima ma accanito fan di Silvio. Prima di conoscerlo ero convinto che i più tenaci sostenitori di Berlusconi fossero imprenditori brianzoli e meneghini come lui invece ho scoperto che si tratta nientemeno di un pensionato bolognese. Il mondo sta cambiando troppo in fretta. Chissà come avrebbe commentato le vicende private del suo beniamino di questi ultimi mesi...cosa ci siamo persi!

Anche con qualche assenza la compagnia rimane nutrita e agguerrita.
C'è G., l'emigrata in Svizzera, vedova procace ultraottantenne (portati alla grande) che si è fatta accompagnare da una signora che era stata da noi qualche anno fa insieme alla sorella. Siciliane, anche loro emigrate in Svizzera. Al tempo la signora aveva appena perso il marito, affogato nelle acque di Cesenatico in seguito ad un malore, ed era la prima volta che tornava al mare. Una notte hanno scoperto un ladro in camera. Si era arrampicato fino al primo piano ma era stato messo in fuga a causa del sonno leggero delle due anziane. Il caso ha voluto che quest'anno le fosse assegnata la stessa camera ma G. ci ha pregato di cambiare stanza perchè la signora era ancora "in stato di sciocco" e non si era mai riavuta da quell'esperienza.

In un solo giorno, naturalmente di domenica, si sono guastati: la macchina del ghiaccio, 3 fornelli su 6 della stufa, 1 boiler su 2 dell'acqua calda.

Il mio amico entertainer dell'hotel di fronte è stato finalmente censurato. Una domenica sera era partito come al solito per il suo show ma dopo meno di mezz'ora è stato ammutolito, probabilmente da un emissario del parrocco o dal parroco in persona che aveva visto già compromessa la funzione serale all'aperto.
Adesso si esibisce il giovedì.